Bitcoin come bene rifugio?

Bitcoin bene rifugio: Al momento è soltanto una previsione tecnica. Ma in moltissimi ci credono e investono. I segnali ormai ci sono quasi tutti

Bitcoin come bene rifugio? Un parallelismo che ha del paradossale. Anche se la criptovaluta più blasonata ha fatto il suo debutto su mercati regolamentati (quello dei future di Chicago, ma anche le Borse di Stoccolma e Zurigo, dove sono stati quotati alcuni Etn), il Bitcoin rimane pur sempre un asset in sé non regolamentato. Sul sito della Consob si legge che «le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta e dunque l’accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria»; inoltre, «le monete virtuali non sono regolate da enti centrali governativi, ma sono generalmente emesse e controllate dall’ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire».

Eppure, nelle ultime settimane, alcuni appassionati della moneta digitale hanno «osato» paragonarla a un bene rifugio. A inizio agosto, infatti, mentre attorno tuto crollava, il Bitcoin si comportava esattamente come un «porto sicuro», alla stregua dell’oro (che ha raggiunto i massimi degli ultimi sei anni sopra i 1.500 dollari l’oncia) e dello yen.

La Sec prende ancora tempo

Intanto, nell’ultima settimana, il Bitcoin ha esteso le perdite, accumulando dai massimi toccati lo scorso 6 agosto a 12.210 punti un passivo di circa il 20 per cento. Questo, nonostante i mercati abbiano continuato a scendere sotto il peso delle tensioni geopolitiche. I trader attribuiscono questa débâcle a fattori che vanno dal trading tecnico ai nervosismi nei mercati tradizionali. Ma molto probabilmente dietro c’è l’ennesimo rinvio, a ottobre, da parte della Sec alla richiesta di alcune società di quotare negli Usa i primi Etf sul Bitcoin. Le richieste sono state avanzate da Bitwise Asset Management e Vaneck, e pubblicate presso il Federal Register, a febbraio scorso. Da allora è partito il periodo legale (240 giorni) entro cui la Sec dovrà esprimersi. Il termine ultimo, dunque, è fissato a metà ottobre. 

Dunque, paure a parte e “normalissime” resistente operative da parte degli enti “economici” dei più grandi paesi mondiali, il Bitcoin comunque, tra alti e bassi, continua a scalare la vetta del successo andando sempre di più verso quella definizione che a molti pare azzardata ma che invece è quantomai vicina: bitcoin bene rifugio!

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